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Silvia Folloni
Hsiao Chia Tsen

A Cittiglio il premio ai migliori di Coppa


3.2.2010


L'UCI ha premiato la Cycling Sport Promotion fra tutti gli organizzatori di CDM


L’Unione Ciclistica Internazionale ha premiato la Cycling Sport Promotion quale società sportiva che meglio ha interpretato lo spirito dell’organismo di governo del ciclismo mondiale; cioè quello dello sviluppo e della promozione della passione per questo sport così antico e mai vecchio. La CSP ha ricevuto il riconoscimento internazionale di migliore organizzazione fra tutte le competizioni di Coppa del Mondo, junior, under 23 e donne. Così Mario Minervino ha avuto modo di sottolineare che: "Siamo felicissimi perchè questo premio riconosce il lavoro che decine di persone svolgono ogni anno in occasione del trofeo Alfredo Binda, valido quale prima prova di Coppa del Mondo donne in programma a Cittiglio (VA). Questo è un premio che va ad una società sportiva italiana e di riflesso è un premio indirizzato alla nostra Federazione che ha sempre sostenuto e incoraggiato la nostra organizzazione e a tutto il nostro movimento che annovera moltissime competizioni molto ben organizzate".

Il premio rende dunque omaggio ad un territorio che vanta un’antica tradizione per il ciclismo a cominciare dal campione dei campioni Alfredo Binda, al quale la corsa di Cittiglio è dedicata: "In effetti, ha sottolineato Minervino - il premio va equamente suddiviso fra tutti i collaboratori che sacrificano tutto il proprio tempo libero, spesso tempo prezioso alla famiglia e al proprio lavoro per allestire la competizione. Poi ci sono le Pubbliche Istituzioni e la Federazione Ciclistica Italiana il cui sostegno morale per noi è assolutamente indispensabile. Credo sia giusto sottolineare che il premio dell’UCI per noi non è assolutamente un traguardo raggiunto ma una nuova linea di partenza dalla quale iniziare a lavorare per raggiungere l’eccellenza".

Intanto, appena tornati dalla cerimonia di Aigle (CH), Mario Minervino e i suoi collaboratori si sono tuffati di nuovo nel lavoro; brochure, guide, cartelli, fondali, segnali e così via per rinfrescare la Coppa del Mondo, sempre pronta alla sfida per l’allestimento del palcoscenico più bello. Quest’anno anche con un nuovo percorso; più tecnico e spettacolare che mai per un’edizione che, incredibilmente, si annuncia ancora una volta ricca di novità.

Delle quali vi stiamo per parlare. A tra poco.

Un sentito GRAZIE a tutti, ad iniziare da Renato Di Rocco
Vorrei esprimere un sentito grazie alla Federazione Ciclistica Italiana a nome del suo Presidente Renato Di Rocco per la fiducia concessa quando mi è stato chiesto di riportare la Coppa del Mondo in Italia.
Ringrazio l’Unione Ciclistica Internazionale, il suo presidente Pat Mc Quaid, per averci onorato con l’inserimento tra gli organizzatori di una Coppa del Mondo femminile e oggi di averci gratificato con questo importante riconoscimento che premia il nostro operato e valorizza l’organizzazione del ciclismo Italiano a livello internazionale.
Grazie al Sindaco e agli Amministratori di Cittiglio, degli altri Comuni della Valcuvia, della Provincia di Varese e della Regione Lombardia.
Come presidente della Cycling Sport Promotion sono veramente orgoglioso di avere collaboratori che hanno creduto e valorizzato ancora di più quanto ci è stato proposto dall’UCI per il nostro trofeo Alfredo Binda e ringrazio tutte quelle persone che in qualche modo hanno contribuito e contribuiscono a raggiungere questo risultato.
Il premio che ci è stato assegnato ci spinge a migliorarci, a crescere ulteriormente e a lavorare sempre più per sviluppare l’immagine del ciclismo femminile nei prossimi anni.
Grazie a tutti di vero cuore.
Mario Minervino

La CSP non si ferma mai
E' il miracolo della Coppa del Mondo, prossimamente su questi schermi


Domanda: quanto dura la Coppa del Mondo di Cittiglio? Risposta d’istinto: un pomeriggio, a esser larghi un fine settimana. Sbagliato: dura un anno. Comincia all’indomani dell’edizione precedente: ci sono conti da chiudere, sponsor da reperire, strade da scegliere, eventi collaterali da inventare, e non è roba che si può fare in un amen. In una parola, c’è da rimboccarsi le maniche in ogni stagione. La Cycling Sport Promotion non si ferma mai: quello che il pubblico vede in quella mezza giornata, e anche le tante cose che non vede e magari dà per scontate, sono il magnifico risultato di una lunga e complessa gestazione.

Possiamo assimilare il manipolo delle formichine in divisa arancione a un vero e proprio governo. Una quindicina di persone, ognuna delle quali ha compiti precisi, delegati con piena fiducia e autonomia dal capo. Si trovano una volta al mese: pizza birra e riunione operativa, per cementare l’amicizia e decidere il da farsi (la prima garantisce il secondo). Il capo è il premier, ovviamente Mario Minervino: lui ha inventato l’evento, lui ha riesumato una corsa defunta per farne il fiore all’occhiello del pedale rosa italiano, lui coordina gli sforzi di una squadra collaudata da tanti anni di lavoro gomito a gomito. Lui ogni tanto riesce persino a riposarsi quei dieci minuti, perché sa che i collaboratori non battono la fiacca e camminano da soli. C’è il ministro degli esteri, che si occupa dei rapporti con l’Uci e con gli altri organizzatori di Coppa. C’è il ministro della difesa, che organizza l’esercito delle centinaia di volontari impegnato ogni anno sul percorso di gara. C’è il ministro delle infrastrutture, che allestisce la zona dell’arrivo, la preparazione e la transennatura del tracciato. C’è il ministro del turismo, che gestisce le sistemazioni alberghiere e logistiche di team, ospiti, addetti ai lavori, dirigenti Uci. C’è il ministro dell’interno, che di concerto con le associazioni e le forze dell’ordine cura il dispiegamento degli addetti alla sicurezza di pubblico e atlete. C’è il ministro del commercio, che fa marketing a tutto spiano. C’è il ministro dell’economia, che tiene i conti in ordine: mica facile, visto che di anno in anno budget, risorse e investimenti richiedono equilibrismi sempre nuovi. C’è il ministro dell’informazione, che bada alla comunicazione esterna. Poi ci sono i sottosegretari, braccia che appaiono meno degli altri (ma qui nessuno è egocentrico: s’insabbierebbe l’ingranaggio) ma eseguono a puntino le idee. Sono salve pure le pari opportunità: le donne hanno un ruolo importante nel team della Cycling Sport Promotion, e non si parla di banali miss da podio.

Tutta questa gente ha sgobbato un anno intero perché il prossimo 28 marzo tutto fili, come al solito, liscio. Se verrete a Cittiglio vedrete i ministri con la cravatta arancione e i sottosegretari con la felpa in tinta: prima trepidanti, durante tesi e concentrati, dopo stanchi morti, ma felici perché un altro ordinario miracolo si è compiuto.
Se l’Uci ha premiato l’organizzazione del Trofeo Binda, vuol dire che il sistema funziona. La squadra di Minervino raccoglie i figli di un territorio che non manca mai di abbracciare la carovana delle cicliste, mostrando a loro e al mondo intero le bellezze della Valcuvia e del lago Maggiore.
È il miracolo della Coppa del Mondo, prossimamente su questi schermi.

La Mission dell'UCI presieduta da Pat Mc Quaid

L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) è un’organizzazione senza scopo di lucro fondata il 14 aprile 1900. E’ l’associazione delle federazioni nazionali di ciclismo, ha sede a Aigle, in Svizzera, ed è presieduta da Pat McQuaid. L’uci ha questi obiettivi: dare le regole al ciclismo a livello internazionale, promuovere la bicicletta in tutti i paesi in tutto il mondo e a tutti i livelli, organizzare i Campionati del Mondo per tutte le discipline, incoraggiare le relazioni amichevoli tra i membri della famiglia in bicicletta, promuovere l’etica sportiva e il fair-play, rappresentare lo sport del ciclismo e difendere i suoi interessi sugli organismi nazionali e internazionali, collaborare con il Comitato Olimpico Internazionale in materia di manifestazioni ciclistiche olimpiche.
La Missione dell’UCI è sviluppare e promuovere tutti gli aspetti del ciclismo. Perché il ciclismo non è solo uno sport competitivo ma anche un’attività per il tempo libero e un mezzo di trasporto ecologico.

Ufficio Stampa - Start Communication


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