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Nicole, anche il mondo è tuo


27.9.2008




Che mondiale, quante emozioni racchiuse in quell'interminabile, palpitante ed incertissimo ultimo giro! A sole sette settimane dal suo trionfo olimpico la gallese Nicole Cooke si laurea campionessa del mondo superando in volata la fuoriclasse olandese Marianne Vos e la generosissima tedesca Judith Arndt dopo una entusiasmante battaglia che ha onorato al meglio la prova iridata di Varese.

I 138,8 chilometri che separavano le 138 atlete in rappresentanza di 34 nazioni sono stati a lungo contraddistinti da una fuga nata già nel corso della prima tornata. All'attacco l'americana Kristin Armstrong, le lituane Jolanta Polikeviciute e Diana Ziliute, le tedesche Luise Keller, Charlotte Becker ed Angela Brodtka (dopo un po' si staccherà), la belga Grace Verbecke, la spagnola Anna Sanchis, l'australiana Nikki Egyed, l'azzurra Monia Baccaille la transalpina Maryline Salvetat, la vivace messicana Lorenza Morfin e la britannica Elizabeth Armitstead. Il tentativo di fuga è sorretto soprattutto dalla verve della Armstrong e della Ziliute (gara veramente d'applausi per la lituana, in fuga tutto il giorno ed in grado ancora di regolare il gruppone principale conquistando il sesto posto), e chilometro dopo chilometro il vantaggio cresce superando anche i due minuti con il gruppo alle spalle tranquillo nell'attesa delle fasi finali della corsa. A cercare di ricucire un po' la corsa sono soprattutto le olandesi, non rappresentate in testa e quindi a lavorare duro con la Bruins, Van den Broek, De Goede e Beltman in funzione della loro valorosissima leader Marianne Vos.

Piano piano lo svantaggio del gruppo principale diminuisce per poi attestarsi a lungo attorno al minuto. Alla fine del quinto ed all'inizio del sesto giro si producono i primi sussulti nel gruppo principale per opera delle scalatrici Fabiana Luperini ed Emma Pooley, e ancora quest'ultima durante il penultimo giro forza notevolmente il ritmo con scatti a raffica sulla salita dei Ronchi. Le battistrada sono ormai sul punto di farsi raggiungere dal gruppo principale, ma davanti l'australiana Nikki Egyed trova ancora la forza per lasciare le compagne di fuga e portarsi tutta sola in testa alla corsa. Diciotto i suoi secondi di vantaggio al suono della campanella che introduce le atlete all'ultimo giro di corsa.

Inizia l'ultima ascesa del Montello e la Worrack si porta in testa a fare l'andatura con la Cantele alla sua ruota, ma la prima azione veramente importante è opera di Marianne Vos, una vera fucilata che frantuma in un batter d'occhio il plotoncino di testa. Alla ruota dell'olandese riescono a portarsi solamente le due tedesche Judith Arndt e Trixi Worrack, le due svedesi Susanne Ljungskog ed Emma Johansson, e la britannica Nicole Cooke. La varesina di Arcisate Noemi Cantele cerca disperatamente di aggrapparsi alle sei scatenate fuggitive ma presto deve soccombere, un vero peccato per l'atleta di casa che teneva particolarmente a mettersi in mostra sulle sue strade. Davanti avviene un primo colpo di scena con la foratura della svedese Susanne Ljungskog: ora sono solamente in cinque a guidare la corsa, ed è la sola Germania a poter correre in superiorità numerica. Le battistrada si punzecchiano ma come prevedibile il gioco si fa duro sulla salita dei Ronchi.

Judith Arndt cerca di forzare ma subito Marianne Vos scatta decisa facendo immediatamente il vuoto: nonostante sia chiaramente la più veloce delle cinque preferisce non aspettare la volata forse perché si sente veramente in formissima o forse perché non vuole rischiare di finire nella morsa delle due fortissime tedesche. L'attacco sembra buono ed il vantaggio raggiunge presto i dieci secondi, mentre dietro sono soprattutto le tedesche a cercare di riportarsi sotto. Le sforzo congiunto delle inseguitrici dà i suoi frutti ed in testa si ricompone il quintetto delle meraviglie che delizierà il pubblico fino al termine della corsa. La Germania le prova tutte alternado scatti prima della Worrack, poi della Arndt, sempre lestamente pronte a coprisrsi a vicenda. Le tedesche non sono velocissime e devono cercare l'azione solitaria. A rincorrere è inevitabilmente la Vos, la più temuta nel caso di un arrivo in volata e quindi aiutata solo marginalmente dalla Johansson e dalla Cooke. Anche la britannica prova ad attaccare ma subito la Arndt si mette alla sua ruota. Nel finale ci prova la medaglia d'argento olimpica Emma Johansson che riesce a fare il vuoto, dietro si tentenna ma alla fine le tedesche si portano a fatica sulla svedese. Ormai siamo alle porte del Cycling Stadium e la volata appare ormai inevitabile: favorita d'obbligo Marianne Vos, imbattibile in sprint ristretti. L'olandesina parte ai 200 metri dal traguardo verso il suo secondo titolo mondiale, ma il ciclismo non è matematica ed anche la Vos è un essere umano ed incredibilmente si pianta negli ultimissimi metri venendo superata di slancio da Nicole Cooke.

Incredibile, sette settimane dopo il titolo olimpico la gallese realizza una doppietta storica: la campionessa olimpica è ora anche la nuova campionessa del mondo. Terza l'eroica Judith Arndt che riesce a bissare il bronzo conquistato mercoledì a cronometro. Un podio veramente d'eccezione che rispecchia le attuali gerarchie del ciclismo femminile soprattutto per quanto riguarda le gare di un giorno, Marianne Vos ed Arndt protagoniste tutto l'anno e Nicole Cooke un po' ma volutamente nell'ombra con l'obiettivo di brillare fortissimamente, possibilmente d'oro, nelle corse che più contano, ovvero olimpiadi e mondiali. Missione compiuta Nicole, ora nel suo palmares non manca proprio più niente; in neanche due mesi è riuscita a centrare quei bersagli che aveva sognato, cercato, accarezzato per tutta una carriera.

L'ordine d'arrivo
  1. Nicole Cooke (Great Britain) 3.42.11 (37.482km/h)
  2. Marianne Vos (Netherlands)
  3. Judith Arndt (Germany)
  4. Emma Johansson (Sweden) 0.05
  5. Trixi Worrack (Germany) 0.11
  6. Diana Ziliute (Lithuania) 1.47
  7. Marta Vilajosana Andreu (Spain)
  8. Joanne Kiesanowski (New Zealand)
  9. Alex Wrubleski (Canada)
  10. Julia Martisova (Russian Federation)
Le foto della gara




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