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Intervista a Nicole Cooke


22.1.2007




Dopo una stagione decisamente esaltante, Nicole Cooke, l'attuale numero uno al mondo, si affaccia a questo 2007 più ambiziosa e motivata che mai, ancora una volta come una delle donne da battere.

La ventitreenne gallese si trova attualmente in Australia con le compagne di squadra della Raleigh Lifeforce Pro Cycling Team per preparare i primi importanti impegni stagionali.


1. Il 2006 è stato un anno estremamente positivo per te. Sei diventata la numero uno al mondo, hai vinto la classifica generale di coppa del mondo, hai conquistato una medaglia ai Commonwealth Games ed ai mondiali, hai vinto a cronometro (Magali Pache), in corse di un giorno e nei giri a tappe. Ti aspettavi di poter ottenere tutti questi grandi risultati? Qual'è stata la tua più grande soddisfazione del 2006?

Negli anni precedenti avevo fatto dei buoni risultati, però mai tutti in una volta come nel 2006…guardando indietro al 2006, credo che la soddisfazione più grande sia stata la combinazione di vincere la Coppa del Mondo e vincere anche corse a tappe come la Grande Boucle Féminine ed il Thüringen Rundfahrt.

2. Hai iniziato la stagione molto presto, in Australia a fine febbraio, ed hai corso praticamente sempre ai massimi livelli. Non pensi di essere arrivata a fine stagione senza la giusta freschezza fisica e mentale che ti sarebbe forse stata utile ai mondiali di Salisburgo?

Credo che ho fatto tutto quello che potevo ai mondiali, non penso che la stagione fosse lunga per me, perché in inverno avevo fatto poco e poi ho fatto due o tre pause durante la stagione per recuperare bene.

3. La tua squadra non è cambiata molto quest'anno, alcuni arrivi e poche partenze. Hai già fatto conoscenza con le tue nuove compagne?

Ci siamo incontrate durante dicembre e poi, durante gennaio, faremo tanti allenamenti assieme per essere pronte per l'inizio della stagione.

4. Hai già discusso con la tua squadra il programma per il 2007? Ci sarà la possibilità di rivederti sulle strade del Giro d'Italia dopo la tua assenza del 2005 e 2006?

Ho corso il Giro solo una volta ed ho tanta voglia di rifarlo ancora. Credo che la Raleigh farà il Giro, però la squadra non sarà confermata prima di maggio; dipende da come andranno le corse e noi cicliste.

5. Da qualche tempo ti sei trasferita a Lugano. Come ti trovi?

Molto bene, ho vissuto in Italia per 4 stagioni e poi l'anno scorso in Svizzera, mi sono piaciuti tutti e due i paesi e penso di aver trovato il giusto misto tra l'Italia e la Svizzera tedesca.

6. Forse non lo sai, ma i campionati del mondo 2008 e 2009 si disputeranno a Varese ed a Mendrisio, a pochi chilometri da Lugano. Una possibilità in più per poter preparare molto bene queste importanti corse?

Lo sapevo...pensando a breve termine è stata un'altra ragione in più per trasferirmi in Ticino.

7. Anche il Ghisallo, luogo sicuramente a te molto caro, non è molto lontano dalla tua nuova abitazione. Cosa ti ricordi di quel 10 luglio 2004, data in cui hai conquistato la maglia rosa vincendo proprio sul Ghisallo la tappa decisiva del Giro d'Italia?

Di quel giorno ricordo più le foto che le sensazioni che ho provato, è successo tutto molto velocemente ma senza dubbio, quello che rimane forte nei miei pensieri è la gioia della gente, dei miei genitori e della mia squadra.

8. Nella passata stagione un'altra salita ti ha dato una grande soddisfazione: il leggendario Mont Ventoux, scalato durante la tappa più importante della Grande Boucle Féminine. Descrivici le tue emozioni nello scalare questa durissima salita ed andare a vincere in solitaria quella tappa corsa in una caldissima giornata di fine giugno.

Le emozioni sono cominciate alcuni giorni prima pensando a come potevo affrontarla. Prima avevo fatto una buona preparazione con salite lunghe ed ho pensato solo di trovare e mantenere un buon ritmo per la salita. Poi mi è piaciuto da morire fare la discesa a tutta con le strade libere: ero molto motivata per arrivare al traguardo da sola.

9. Parlando sempre di ricordi, quando hai cominciato a pedalare da bambina, avresti immaginato che un giorno il ciclismo sarebbe diventato la tua professione?

Mi piaceva andare in bici, fare le corse e le competizioni. Quando ho cominciato a correre a 11 anni sono riuscita a vincere dopo poco tempo. Avevo guardato il Tour de France e conoscevo il ciclismo professionistico però non sapevo niente del ciclismo femminile. Poi, nel 1994, sono andata a correre in Olanda e lì ho visto che avrei potuto avere un futuro come ciclista.

10. Si può dire che il tuo più grande tifoso sia tuo padre?

Lui è stata la persona senza dubbio più importante nella mia carriera…quando ho dei buoni risultati o una vittoria, è quasi sempre lui che chiamo per primo per dargli le buone notizie!

11. Dori Ruano, presidente della CFHN (ciclismo femminile di alto livello - sezione femminile dell'Associazione dei Ciclisti Professionisti CPA), ha detto in una recente intervista che l'UCI sta trascurando il ciclismo femminile perché è molto concentrata sul problema del doping nel ciclismo maschile. Sei d'accordo? Pensi che l'UCI potrebbe fare di più per promuovere e fare sviluppare il ciclismo femminile?

Di sicuro c'è una grande differenza tra ciclismo maschile e femminile. Penso che se il ciclismo femminile seguisse l'esempio del Tennis ("Sony Ericsson WTA Tour") e facesse un "World Tour" per ciclismo con uno sponsor mondiale, allora faremmo tanti progressi con l'immagine e la qualità del nostro sport.

12. Ci sono alcune persone che dicono non sia possibile correre a certi livelli senza l'utilizzo del doping. Cosa vorresti dire a queste persone che non credono nella possibilità di un ciclismo pulito?

Niente! Se sono già decisi su questo punto di vista non perderò tempo provando a fargli vedere la verità. Io sono tranquilla che tutti i miei risultati sono ottenuti con un grande lavoro e fatica tutta mia, e se posso dare un buon esempio per le altre sarei contenta.

13. Pedali ormai da molti anni, il ciclismo ha sicuramente occupato buona parte della tua vita. Quali sono gli aspetti che più ami di questo sport?

La libertà di andare dove voglio con le mie forze naturali.

14. Anche se il ciclismo è la tua professione, come fai a trovare i giusti stimoli e motivazioni per allenarti e correre anche quando sei stanca o in condizioni metereologiche difficili, con vento, pioggia e freddo?

Sono i risultati delle corse che mi stimolano a continuare anche se è duro.

15. Sei una ciclista molto completa senza veri e propri punti deboli. Quale aspetto del tuo ciclismo vorresti migliorare maggiormente?

Anno dopo anno vorrei diventare più costante. Ho mancato tanti chilometri di base durante gli anni passati per via di due operazioni al ginocchio nel 2004 e 2005, e poi nell'inverno 2005-6 quando ho rotto la clavicola.

16. Hai solo 23 anni ed hai già vinto molto in carriera. Sicuramente hai ancora dei sogni da realizzare nei prossimi anni. Quali?

Il mio sogno da piccola era di fare bene alle Olimpiadi.

17. Al di fuori del ciclismo, invece? Cosa speri che ti possa riservare il destino nel futuro? Quali sogni rincorri nella tua vita?

Fuori dal ciclismo spero sempre di essere felice con la mia famiglia e con gli amici.





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