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16.7.2007




Grazie ad una condotta di corsa autoritaria Edita Pucinskaite bissa il successo dello scorso anno facendo suo il 18° Giro d'Italia Femminile, un Giro cominciato sotto il segno della lituana già in occasione dello spettacolare cronoprologo notturno di Crocetta del Montello. Dopo una breve parentesi rosa ad opera della connazionale Diana Ziliute, Edita è ritornata padrona della corsa grazie alla cronoscalata del Monte Serra, momento cruciale di questo Giro.
Edita ha ancora dovuto soffrire, e parecchio, nell'insidiosa tappa di Cittiglio che ha visto come protagonista la svizzera Nicole Brändli, grande sua rivale in alcune delle ultime edizioni del Giro. Ecco alcune delle parole pronunciate dalla vincitrice al termine della tappa conclusiva di Seregno.

"Sono felicissima per aver vinto questo Giro. È stata veramente una vittoria soffertissima. Per questo devo anche ringraziare la mia squadra: mi sono state sempre vicine, anche se eravamo solo in cinque. Nicole Brändli anche quest'anno come in altre edizioni è stata una grande avversaria ed ho davvero molto stima per lei. Come dicevo è stato un giro molto duro. C'erano veramente tantissime forti avversarie, ancor di più rispetto all'anno scorso. Sono inoltre gratissima, così come tutte le mie altre colleghe, a Giuseppe Rivolta per aver salvato questo Giro che fino all'ultimo è stato in dubbio."

Dal punto di vista agonistico il giudizio relativo a questo Giro è decisamente positivo. La corsa è stata combattuta ed incerta fino all'ultimo mentre il notevole spessore delle partecipanti ha garantito uno spettacolo più che buono. Il percorso ha purtroppo condizionato in parte la dinamica della corsa. La cronoscalata del quarto giorno ha avuto un peso troppo rilevante nel computo complessivo della classifica, mentre le tappe seguenti hanno offerto spazi un po' troppo limitati a coloro che volevano attaccare la maglia rosa. Ricordiamo comunque che la corsa è stata salvata proprio in extremis e che quindi l'organizzazione ha dovuto mettere in piedi un evento in tempi veramente limitati.

Passiamo ora alle pagelle relative ad alcune delle attese protagoniste della corsa rosa.

Edita Pucinskaite: 9 1/2
La vincitrice uscente e favorita della vigilia si presenta alla partenza con una squadra ridotta a sole cinque unità, quindi con un possibile handicap rispetto alle altre attese protagoniste. Ciò nonostante, e pur mancando tappe di alta montagna congeniali alla lituana, Edita si mostra sempre molto concentrata e sicura di sé. Si impone un po' a sorpresa nel prologo di Crocetta del Montello e nel giorno della verità, ovvero in occasione della cronoscalata del Monte Serra, ipoteca il Giro relegando a debita distanza molte delle principali rivali. Edita deve però soffrire parecchio a Cittiglio: la verve di Nicole Brändli ed un suo dritto in discesa rischiano infatti di farle perdere la maglia rosa. La lituana ha il merito di non scomporsi particolarmente e così, stringendo i denti nei chilometri conclusivi, riesce a difendere con orgoglio il segno del primato. Nonostante l'incertezza dovuta ai pochi secondi di vantaggio sulle avversarie, le tappe successive scorrono via senza particolari problemi e anche nell'ultima insidiosa frazione la lituana si mostra inattaccabile. Davvero una stagione d'oro per la trentunenne di Monsummano Terme che a questo punto può preparare con grande serenità e fiducia i mondiali di Stoccarda.

Nicole Brändli: 8+
La triplice vincitrice del Giro era sicuramente una delle atlete più attese della vigilia. Partendo con l'obiettivo dichiarato di fare poker, la svizzera delude parzialmente nella cronoscalata di lunedì ma già nell'impegnativa frazione di Cittiglio fa tremare la maglia rosa grazie ad uno spettacolare attacco nel finale di tappa. È ad un niente dal conquistare la maglia rosa ma alla fine deve arrendersi per soli 18 secondi. Nelle tappe successive non trova un terreno adatto per provarci ulteriormente, ma anche quest'anno è stata protagonista.

Maribel Moreno Allue: 9-
La vera sorpresa di questa Giro. Grazie ad un'eccezionale cronoscalata diventa una delle avversarie più pericolose di Edita Pucinskaite. Tiene bene anche nelle tappe successive ma l'attacco di Nicole Brändli nella tappa di Cittiglio le fa perdere una posizione. Il suo terzo posto conclusivo è sicuramente il risultato più importante della sua carriera. La scalatrice aragonese si era messa in evidenza già nel 2005 cogliendo un ottimo quinto posto ma quest'anno il livello delle avversarie era ancora superiore.

Fabiana Luperini: 7
Ancora una volta la Luperini è stata la migliore italiana al Giro. Il suo obiettivo della vigilia era sicuramente più ambizioso: vincere davanti alla sua gente la decisiva cronoscalata del Monte Serra per vestirsi di rosa. La sua prova non è sicuramente negativa ma le aspettative erano veramente alte: alla fine deve inchinarsi ad Edita Pucinskaite e Maribel Moreno Allue. Fabiana non si arrende e lotta ancora con grande determinazione nelle tappe successive ma senza riuscire a raddrizzare il suo Giro che terminerà in quarta poszione. C'è anche da dire che il percorso non molto montagnoso non le ha permesso di esaltare appieno le sue doti di scalatrice.

Tatiana Guderzo: 7-
Dopo una stagione piuttosto incolore la vicentina emigrata in Olanda riesce a concludere il Giro con un buon quinto posto. Sua la maglia bianca di miglior giovane conquistata grazie ad un'ottima tappa conclusiva.È la seconda migliore italiana in classifica generale.

Judith Arndt: 7
Uscita dalla lotta per la classifica generale in occasione della cronoscalata, la campionessa del mondo di Verona ha messo in mostra la sua grande classe con un allungo da perfetta finisseuse nella tappa di Cornaredo. Una vittoria di tappa ed un settimo posto finale che possono sicuramente soddisfare la tedesca.

Svetlana Boubnenkova: 7
La cronoscalata è fatale pure a lei, ma la "Bouba" corre sempre con grande generosità. Negli ultimi chilometri della frazione conclusiva ci prova più volte ad alla fine riesce a conquistare una meritatissima vittoria tappa. Ottiene inoltre la maglia verde di miglior scalatrice ed un nono posto in classifica generale.

Marta Bastianelli: 7 1/2
Al suo primo Giro d'Italia la giovane laziale ha fatto vedere di che pasta è fatta. Lontana nella cronoscalata ma molto attiva nelle tappe più impegnative. Ci prova a Novara molto lontano dal traguardo, a Cittiglio deve inchinarsi solo di fronte ad una strepitosa Brändli e si mette in evidenza anche nella tappa conclusiva di Seregno dove termina al terzo posto. Alla fine Marta è undicesima e terza migliore italiana. Un Giro più che positivo soprattutto in prospettiva futura.

Susanne Ljungskog: 6 1/2
Recente vincitrice di Tour de l'Aude ed Emakumeen Bira, la coriacea svedese alla vigilia partiva con l'obiettivo di entrare nelle prime cinque. Non si vede moltissimo ma disputa in ogni modo un Giro solido che le permette di terminare in sesta posizione. Viste le sue doti di fondista, un percorso più selettivo le avrebbe forse permesso di uscire alla distanza.

Marianne Vos: 6 1/2
L'iridata e numero uno al mondo parte malissimo con una caduta nel prologo di Crocetta del Montello. Si rifa due giorni dopo con la vittoria di Correggio ma non brilla nella cronoscalata del Monte Serra. Nelle tappe successive si piazza spesso nelle prime posizioni e grazie alla sua regolarità riesce a conquistare la maglia ciclamino. Da una campionessa come Marianne Vos ci si aspetta sempre tantissimo, ma anche lei è un essere umano. Dopo un'intensa primavera corsa sempre a tutta, onora comunque la corsa rosa e siamo sicuri che nelle prossime edizioni tornerà da protagonista.

Monia Baccaille: 6-
La sua precaria condizione fisica ne ha condizionato il rendimento. Qualche piazzamento minore, in particolare il bel quarto posto a Cittiglio, ma nessun acuto. È giovane e ha davanti a sé ancora tanti Giri: talento e grinta non le mancano certamente.

Ina Teutenberg: 7 1/2
Non in buone condizioni ad inizio Giro per via della lunghissima stagione disputata finora, la tedesca ha poi dimostrato ancora una volta di essere la migliore velocista del ciclismo femminile. Due sprint vincenti che non hanno proprio lasciato scampo alle avversarie.

Giorgia Bronzini: 6 1/2
Il suo Giro inizia nel migliore dei modi con la volata regale di Pontecchio Polesine. Nelle altre tappe riesce a conquistare altri due podi ma forse Giorgia avrebbe sperato in altre vittorie parziali.

Rochelle Gilmore: 6+
Ad una velocista del suo calibro si chiede anche qualche spunto vincente. In questo Giro, così come spesso era accaduto durante la stagione, sono arrivati solo piazzamenti d'onore. La gamba e la determinazione non sono sicuramente mancate: tre bei podi conquistati e battuta in due occasioni dalla quasi inarrivabile Ina Teutenberg.

Regina Schleicher: 5 1/2
Era una delle più attese velociste ma alla fine riesce a mettersi in mostra solo nelle prime due tappe in linea ottenendo rispettivamente un secondo ed un quarto posto. Forse uno stato di forma non eccellente o forse il lavoro a favore della maglia rosa ne condizionano il resto della corsa. Abbandonerà nel corso dell'ultima tappa.



Foto della 5° tappa - Cittiglio
Foto della 6° tappa - Cornaredo
Foto dell'8° tappa - Seregno




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