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Giro Donne 2011 - Intervista a Sara Brambilla


23.5.2011




Manca poco più di un mese all'inizio di quello che è senza dubbio uno degli eventi maggiormente attesi del calendario ciclistico femminile, il Giro Donne. L'anno scorso ad imporsi fu la scalatrice statunitense Mara Abbott, inarrestabile sulle impervie vette dell'edizione 2010. Andiamo a scoprire qualcosa di più sulla ormai prossima 22esima edizione in compagnia di Sara Brambilla, l'anima organizzatrice del Giro.


Qual'è il tuo ruolo esatto all'interno dell'organizzazione del Giro d'Italia Femminile, e da quanto tempo ne fai parte?
Faccio da supervisore un po' a tutto, in primis coordino e gestisco le strategie di comunicazione ed i rapporti con gli sponsor. Ufficialmente e concretamente sono nell'organizzazione del Giro dall'anno scorso, da quando l'ho presa in mano con la nuova associazione che è l'Epinike. In realtà mi sono avvicinata all'organizzazione già negli anni precedenti, ma in modo molto marginale.

E qual'è invece il ruolo di Giuseppe Rivolta? Il suo è un ruolo assolutamente tecnico. È il direttore del Giro durante i dieci giorni di corsa e si occupa di definire i percorsi.
Mentre io intrattengo i rapporti con gli enti pubblici, con le persone che vogliono portare il Giro nel loro paese, e penso alla tappa da un punto di vista turistico e promozionale, Giuseppe concretizza il tutto da un punto di vista tecnico.

Quanto tempo prima cominciate a preparare una nuova edizione di un evento complesso e importante come il Giro?
In pratica non ci fermiamo mai.

Quindi, finisce un'edizione e subito ripartite?
Ancora di più, già adesso stiamo lavorando all'edizione del 2012. Non ci possiamo proprio fermare, anche perché cerchiamo sempre di presentare la corsa il più presto possibile, e chiudere tutti i rapporti con le istituzioni richiede tempo.

La 22esima edizione del Giro d'Italia Femminile è stata presentata lo scorso 2 aprile all'autodromo di Monza. Adesso, a metà maggio, come vi state muovendo, cosa c'è ancora da fare?
Dovranno venire presentate tutte le maglie, e questo avverrà la prima settimana di giugno. Adesso stiamo facendo le presentazioni locali: domani (n.d.r.: 13.5.2011) ci sarà la presentazione a Piacenza, settimana prossima la presentazione in Abruzzo ed in Piemonte. Nel frattempo stiamo andando avanti con il progetto di Alyssa, la mascotte del Giro, e stiamo lavorando per la promozione della colonna sonora del Giro, "Ne ho ancora".



L'attuale situazione economica non è sicuramente buona. Come sono i contatti con sponsor ed enti locali?
Ho preso in mano il Giro l'anno scorso, per cui i contatti con gli sponsor e le istituzioni li tengo io personalmente. Ti posso dire che quest'anno abbiamo creato dei nuovi rapporti che però devono ancora maturare e portati a termine: penso che molti rapporti nati quest'anno si concretizzeranno nel 2012. Quest'anno abbiamo il supporto di sponsor che ci seguivano già gli anni scorsi, più qualcuno di nuovo.

Da un po' di anni il tracciato è sempre più in salita, adatto alle scalatrici. È questa quindi un po' la direzione che state seguendo?
Avremo un bel finale con tre tappe di montagna e per finire una cronometro. Tendenzialmente quello che ci richiedono un po' tutte le atlete è di vedere le montagne e anche dal punto di vista mediatico parlare di Mortirolo o di Stelvio ti aiuta a creare un po' di richiamo. Ci saranno anche le salite meno conosciute di Torri di Fraele e Ceresole Reale, impegnative, lunghe e panoramiche. Io le ho fatte in macchina, fortunatamente, ma ti posso dire che oltre ad essere dure sono molto suggestive. Per me è anche importante disegnare percorsi in scenari che possano creare emozioni, non solo alle ragazze, ma anche a chi li vede.

Il Mortirolo non verrà affrontato dal versante duro.
Esatto, anche perché ci hanno detto che sarebbe troppo duro: quindi, per quest'anno, il Mortirolo verrà preso dalla parte un pochettino più morbida. Sono sempre comunque ragazze e vogliamo evitare che arrivino a livelli oltre le loro possibilità. Ti posso però rivelare che è stata un'atleta di cui non faccio il nome a richiedermi il Mortirolo: lei lo avrebbe voluto affrontare dal versante duro, l'ho quindi accontentata solo a metà.
La discesa verrà invece affrontata dal versante più dolce, meno pericoloso, quello di Grosio: prima di tutto la sicurezza delle ragazze, poi lo spettacolo.

Sei soddisfatta di come sono andate le cose nel 2010?
Io sono abbastanza soddisfatta. Anche dal punto di vista mediatico abbiamo avuto un bel richiamo: la rassegna stampa è stata davvero ricca, ti posso citare 1500 pagine di rassegna a livello nazionale. Anche un media importante come la Gazzetta ha risposto davvero bene. Bisogna crescere, si deve migliorare anche se le risorse sono quelle che sono, dal punto di vista economico. Ogni anno facciamo un passo in avanti, per cui quest'anno ci sarà qualcosa di nuovo, sperando poi che questa crisi passi, e che così in futuro riusciremo a fare ancora di più.

In particolare su che cosa avete lavorato?
Ho pensato a nuove iniziative: l'idea della mascotte, l'idea della canzone che è stata solo accennata durante la presentazione e che verrà poi lanciata a giugno, e messa online. Ho anche cercato di creare delle sinergie con squadre e atlete per riuscire a capire dove vogliamo arrivare e cosa è meglio fare per promuovere il ciclismo femminile. Abbiamo inoltre delle idee nuove che stiamo sviluppando per coinvolgere ulteriormente le ragazze.

Personalmente ho seguito la seconda metà dell'edizione 2010, le ultime cinque tappe. In alcuni casi mi è un po' dispiaciuto vedere poca gente, mi riferisco in partirolare allo Stelvio ed alla tappa di Monza.
Non nascondo che nelle tappe da te segnalate c'è stata meno gente di quanto ci si aspettava. Il ciclismo, a differenza di altri sport, può essere applaudito senza necessità di "pedaggio" o altro, è la sua grande forza. Continuinamo a lavorare con le istituzioni locali perché questo accadda e in assoluta sicurezza per le atlete ed il pubblico.

Ed è stato sicuramente un peccato vedere l'autodromo deserto.
Purtroppo c'è stato un problema all'ingresso. L'arrivo a Monza è stato comunque suggestivo.

Prima mi parlavi della canzone e della mascotte Alyssa...oltre che a prumuovere il Giro cercate di dargli una propria identià, se così si può dire?
Sì, una identità più precisa, cercando di dargli una qualità non solo tecnica ma anche a livello di comunicazione. La canzone è nata da un mio desiderio che ho espresso a Clelia e a Camilla che sono le due autrici, e a Lorenzo che è il produttore, chiedendo espressamente una canzone che rappresentasse le ragazze, le cicliste, tentando di raccontare quelle che sono le sensazioni, la fatica, la gioia della vittoria. Ma "Ne ho ancora" è soprattutto ispirata e dedicata a Marina, tant'è che alla fine la canzone si chiude con "siamo in strada qui per te"; il ricavato di questa produzione andrà all'associazione di Marina Romoli.



Sarà un Giro che porterà Marina Romoli nel cuore.
Marina è sempre nel mio cuore, per cui quello che faccio, lo faccio anche con lei. Oltre ad essere la madrina del Giro e ad avere una tappa a lei dedicata, sarà presente anche in altre occasioni.

Adesso si sta svolgendo il Giro maschile. Lo stai seguendo per prendere magari qualche spunto dal punto di vista organizzativo?
Sì, sicuramente il Giro d'Italia uomini è un grande esempio. Sabato sono stata a Torino ed è stata una bella emozione. Si impara tantissimo ed è sicuramente possibile prendere degli spunti da un'organizzazione così importante. Noi siamo ancora piccoli ma dobbiamo crescere. Vorrei, mi piacerebbe tanto che un giorno che il Giro d'Italia femminile diventasse così, anche se è un sogno evidentemente difficile da realizzare, ma mai smettere di lottare se si vogliono migliorare le cose.

Sperando che cresca anche il cilismo femminile...
Secondo me ha delle buone opportunità: il problema è che come in tutti gli sport, non solo nel ciclismo, l'ambito femminile è sottovalutato.

Ma tu sei ottimista?
Assolutamente, ottimista, secondo me ha già fatto un piccolo salto rispetto alle edizioni passate. Quest'anno farà un ulteriore salto e mi auguro che nel 2012 cresca ancora di più, anche perché le ragazze, soprattutto le italiane, le vedo belle agguerrite verso degli obiettivi ben precisi. Avranno il mio supporto per ottenere quello che vogliono.

Anche se alcune non le vedo così felici per le tante salite, magari le velociste.
Sì, forse le velociste, ti posso parlare ad esempio di Giorgia Bronzini, l'ho sentita settimana scorsa chiedendole come stava e mi dice: "Mannaggia a te, al tuo Giro e alle tue salite" e poi mi sono raccomandata affinché desse il massimo per vincere la sua tappa. Come organizzazione cerchiamo anche di coinvolgere i luoghi d'origine delle ragazze, quindi cerchiamo ad esempio di celebrare Giorgia con la tappa di Piacenza, piuttosto che dedicare a Marina la tappa di Potenza Picena. Arriveremo anche a Velletri, a due passi dalla casa di Marta Bastianelli. E quando c'era la Luperini abbiamo proposto il suo Monte Serra.

Fabiana Luperini che ha da poco annunciato il suo ritorno in gruppo.
Era nell'aria, e si capiva che aspettava di vedere quanto questo Giro fosse adatto alle sue caratteristiche: con queste montagne sicuramente lo sarà. Sono contenta che ci sarà perché Fabiana è un simbolo del ciclismo femminile italiano.

La partecipazione a questo Giro sarà davvero notevolissima.
Quest'anno le richieste sono state tantissime e ho dovuto anche dire di no a tante squadre. Al momento ci sono 19 squadre e magari potremmo arrivare a 20: tutte squadre UCI o nazionali. Il budget è quello che è, quindi non abbiamo ancora la capacità di portare tutte le squadre UCI che ne fanno richiesta.

Il 2012 è anno di giochi olimpici: vista la vicinanza con il Giro non potrebbe esserci il rischio che qualche forte atleta decida di snobbare la corsa per prepararsi alle olimpiadi?
Credo di no, sono ottimista, e tra l'altro ti posso dire che il Giro il prossimo anno comincerà a fine giugno. Magari ne parleremo con le ragazze il prossimo luglio per vedere come gestire la cosa.



E portarlo ad esempio al posto del defunto Tour de l'Aude a metà maggio?
Non sarebbe male ma in Italia maggio è per il Giro d'Italia maschile. Sarebbe un bel periodo, sia dal punto di vista climatico con temperature più gradevoli rispetto a luglio sia da altri punti di vista, come il coinvolgimento delle scuole, cosa che non possiamo fare a luglio perché sono già terminate. Comunque sono sempre aperta ad ascoltare i suggerimenti.

È un Giro che celebra l'Unità d'Italia ed i suoi centocinquant'anni.
Sì, abbiamo scelto simbolicamente la partenza da Roma, l'attuale capitale d'Italia, e l'arrivo a Torino, la prima capitale. Abbiamo solo dieci giorni e non ci è proprio possibile coinvolgere tutte le regioni, ma ne attraverseremo ben sette.

Se dovessi fare uno spot pubblicitario per questo giro, come riassumeresti i punti salienti in poche parole.
È un Giro spettacolare, un po' faticoso, un po' duro. La tappa marchigiana rappresenta in tutto e per tutto quello che è il carattere di Marina Romoli e quello che sta vivendo. Ci sono belle novità: la canzone, la mascotte e ci sarà un progetto dedicato ai bambini per avvicinarli al ciclismo di cui per il momento non svelo nulla. È un giro positivo, chiamiamolo così.

Allora non ci resta che aspettare luglio per vedere all'opera le ragazze. Le vedremo ancora in televisione?
Assolutamente, continueremo ad avere la copertura RAI, circa 15-20 minuti al termine della tappa del Tour de France maschile.

Davide Ronconi




Le tappe del 22° Giro d'Italia Femminile

1 luglio 2011 1^ tappa: Roma - Velletri 86 km
2 luglio 2011 2^ tappa: Pescocostanzo - Pescocostanzo 91 km
3 luglio 2011 3^ tappa: Potenza Picena - Fermo 104.3 km
4 luglio 2011 4^ tappa: Forlimpopoli - Forlì 101 km
5 luglio 2011 5^ tappa: Altedo - Verona 129 km
6 luglio 2011 6^ tappa: Fontanellato - Piacenza 128 km
7 luglio 2011 7^ tappa: Rovato - Grosotto 122 km
8 luglio 2011 8^ tappa: Teglio - Valdidentro 70 km
9 luglio 2011 9^ tappa: Agliè - Ceresole Reale 114.8 km
10 luglio 2011 10^ tappa: San Francesco al Campo (cronometro) 16 km


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