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Elena Leonardi

Presentato il team Diadora-Pasta Zara-Manhattan con Marina Romoli


14.3.2011


Presentato lo squadrone Diadora-Pasta Zara-Manhattan. La “madrina” Marina Romoli, per la prima volta in pubblico dopo il grave incidente, ha annunciato la nascita della sua associazione onlus destinata a giovani ciclisti vittime di incidenti stradali

“Dedicato a Marina Romoli”, con questo messaggio corale da parte di tutta la squadra è stata presentata oggi, nella sede della Diadora a Caerano San Marco, la formazione 2011 della Diadora-Pasta Zara-Manhattan. Team che quest’anno si presenta ai nastri di partenza con propositi di successo in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Cina (dove correrà due corse a metà maggio).

Squadra dalle grandi ambizioni, come hanno sottolineato il patron Maurizio Fabretto, ma anche Enrico Moretti Polegato e Furio Bragagnolo, in rappresentanza degli sponsor Diadora e Pasta Zara. Il primo ha ribadito l’importanza storica di un marchio sportivo come Diadora, abituato a vincere, che ha deciso di investire nel ciclismo femminile. Il secondo ha ricordato che la sua azienda esporta in 97 Paesi e quindi questo team internazionale è il testimonial ideale. Squadra, la Diadora-Pasta Zara-Manhattan, che correrà con Marina Romoli nel cuore. La sfortunata atleta marchigiana, ventiduenne, vittima lo scorso anno di un incidente stradale che le ha causato una grave lesione al midollo spinale, non ha voluto mancare al vernissage di quella che è e resta la sua squadra. Nella sua prima uscita pubblica, Marina è salita sul palco in carrozzina e con tono deciso e grinta da vendere ha ribadito il fatto che “non mi mette paura più niente dopo quello che mi è successo. La mia prima vittoria è oggi essere qui con voi. Finora ero passata solo dall’ospedale, dove mi hanno ricoverata dopo l’incidente, al centro riabilitativo Villa Beretta di Costa Magnaga (Lecco). Mai uscita. Fino ad oggi. I medici non credevano in un mio miglioramento. Li ho smentiti. Spero di smentirli fino alla fine. Io mi pongo dei piccoli obiettivi per volta. Di notte stabilisco un traguardo. Di giorno lavoro per raggiungere quel traguardo”.
Marina è finita sotto i riflettori della ribalta controvoglia, ma adesso si è resa conto che la sua esposizione è necessaria. Per se stessa, ma anche e soprattutto per gli altri.

“Ho capito quanto è importante la mia figura, la mia esperienza, il mio caso - ha scandito Marina davanti a una platea folta e attenta - per tanti ragazzi come me che hanno subito lesioni al midollo spinale. E vi assicuro che sono tanti. Voglio trasmettere a tutti loro un messaggio di speranza: possiamo tornare a camminare, possiamo tornare a correre. Per questo motivo oggi ufficializzo la nascita dell’associazione onlus Marina Romoli. L’associazione ha due scopi: finanziare la ricerca e aiutare economicamente i giovani, fino a trent’anni, affiliati alla Federazione ciclistica italiana, vittime di gravi incidenti stradali. In particolare, l’aiuto economico è fondamentale, perché le terapie che dobbiamo affrontare sono molto costose. Per raggiungere questo scopo l’associazione conta di diventare un soggetto destinatario del 5 per mille attraverso la dichiarazione dei redditi”. Marina Romoli si è poi congedata con una promessa. “Sarò ad inizio luglio al Giro Donne. Anche perché spero in una tappa a casa mia, a Potenza Picena (Macerata). Sarò al seguito della mia squadra, la Diadora-Pasta Zara-Manhattan, perché questa per me è una famiglia”. Tutte le atlete della Diadora-Pasta Zara Manhattan si sono poi strette attorno alla loro compagna. Dal punto di vista tecnico, la formazione, che ha già centrato un primo successo stagionale con Alona Andruk, prima nella quinta tappa del Giro della Nuova Zelanda, si presenta forte su tutti i fronti. Ma soprattutto per le corse a tappe. Non a caso il presidente Maurizio Fabretto è riuscito a ingaggiare le ultime due vincitrici del Giro Donne: la tedesca Claudia Hausler (prima nel 2009) e la statunitense Mara Abbott (prima lo scorso anno). Mara Abbott non è l’unica atleta Usa del gruppo. Ne fanno parte anche Sinead Miller (assente alla presentazione per i postumi di una caduta), Shelley Olds e Amber Pierce. Un mix di gioventù e di esperienza, un poker che verrà calato anche e nelle più importanti corse Usa alle quali la squadra parteciperà. Un’altra novità è proprio questa. La Diadora-Pasta Zara-Manhattan correrà con licenza Usa (ma è italianissima a tutti gli effetti) proprio per tentare di vincere anche le più importanti corse oltre Oceano. Un programma, un obiettivo sportivo favorito e incentivato dagli interessi commerciali dei due sponsor principali (Diadora e Pasta Zara) che vedono nel ciclismo femminile statunitense un importante testimonial della propria attività sui mercati locali. Un’altra new entry è rappresentata dall’australiana Rachel Neylan, un valore aggiunto nell’economia gestionale di una squadra che sarà impegnata su più fronti. Così come le aspettative sono molte per la confermatissima Olga Zabelinskaia, seconda atleta russa della squadra assieme a Oxana Kozonchuk. Olga l’anno scorso è tornata a pedale al Giro Donne dopo due anni di inattività. Un mese dopo ha vinto la Thuringen Rundfahrt, corsa a tappe tedesca. Quest’anno, con la preparazione adeguata, sarà un osso duro per tutte quante.

E veniamo alle italiane. Eleonora Patuzzo, punto di forza della Nazionale, resta una delle nostre giovani migliori in prospettiva. Se riuscirà a mettere insieme qualità e quantità, ne vedremo delle belle!

Francesca Stefani, invece, dall’alto dei suoi vent’anni dovrà solo fare chilometri e maturare più esperienza possibile. Un’altra atleta confermata è la lituana Inga Cilvinaite, motore instancabile della squadra, atleta di grande affidabilità e temperamento, così come la giovane ucraina Alona Andruk, partita bene con il successo in Nuova Zelanda, sarà chiamata a scalare un ulteriore gradino nella salita della maturazione agonistica. All’appello manca solo la svizzera Jessica Uebelhart, un’altra giovane di belle speranze che nella Diadora-Pasta Zara-Manhattan troverà esempi e possibilità per crescere adeguatamente.

Quattro atlete statunitensi, due italiane, due russe, una tedesca, un’ucraina, una lituana, un’australiana, una svizzera: una squadra cosmopolita, insomma, che guarda al mondo e si riflette nel mondo.
Una squadra con grandi ambizioni che è stata affidata, oltre che ai direttori sportivi, Diana Ziliute in testa, al team manager spagnolo Manel Lacambra, professionista dal palmares plurivittorioso. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il Giro Donne 2010 con Mara Abbott. Guarda caso…

Ufficio Stampa Diadora-PastaZara-Manhattan



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