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27.6.2010




Sarnonico - Incontriamo le atlete della Nazionale di Croazia, in occasione della loro partecipazione al Giro del Trentino: Marina Boduljak (campionessa nazionale in carica), Maja Marukic, Mia Radotic, Jelena Gracin e Wanda Svrakic, con la DS Iva Ruszkowskie.

Mentre ci apprestiamo ad entrare nel piccolo hotel per l'intervista salutiamo l'altro DS Robert Pecniak che sta sistemando le biciclette e notiamo sul loro furgone accanto allo stemma nazionale l'anno di fondazione della federazione ciclistica, 1870. La più antica, ci dicono, tra le federazioni sportive di Croazia. Cerchiamo di conoscere un po' meglio questa piccolà realtà affacciatasi da soli due anni al ciclismo femminile internazionale elite. La loro prima presenza fuori confine proprio al Giro del Trentino dello scorso anno, qualche gara in Italia ed una in germania al Criterium di Bochum e per tre di loro, Marina, Maja e Viena Balen (non presente in Trentino) anche i mondiali di Mendrisio.

Com'è nata in voi la passione per il ciclismo? Ci risponde Mia Radotic: "Diciamo che è tradizione di famiglia, già mio nonno faceva ciclismo, poi mio padre ed anche mio fratello, ma comunque il ciclismo è stata una scelta mia, non mi hanno "obbligata". Io gioco pure a basket, questo soprattutto fuori stagione ciclistica, quindi in inverno. Qui è troppo freddo per andare in bici: al massimo si fa ciclocross."
"Figlia d'arte" anche Marina? "No, la passione è proprio nata da me: ho cinque sorelle ma solo io faccio sport, e fin da piccola mi piaceva andare in bici. Sono "ciclista per la vita", non riesco ad immaginare una vita senza ciclismo, lavoro e mi alzo alle cinque di mattina per allenarmi. Ho cominciato con la MTB, poi triathlon, ma questo richiedeva troppo tempo, ed nel nuoto non ero molto forte, così ho scelto di correre solo in bici."
Chiediamo ancora a Marina se sono molte le gare che si disputano nel loro paese "Si disputano molte gare tra Croazia e Slovenia, per lo più miste, con partecipazione di Juniores e Gentleman. Personalmente ho pure disputato gare a circuito qui in Italia, e anche granfondo belle dure con molta salita correndo contro atlete molto forti come Monica Bandini."

Anche in Croazia il ciclismo femminile non è considerato molto rispetto a quello maschile?
Ci risponde Jelena: "Sì, certo, anche qui è considerato soprattutto uno sport solo per uomini e di fatti noi siamo un po' le prime cicliste croate dopo Iva, la nostra CT, che per molti anni è stata l'unica ciclista, praticava MTB e ciclismo su strada...e poi siamo arrivate noi. La nazionale femminile croata di ciclismo è nata solo lo scorso anno. Anche a livello juniores purtroppo non si vede molto ricambio."

Quando chiediamo a Marina quali sono le apettative sportive, ci dice : "Correre, correre, correre... magari avendo anche una persona che ti fa i massaggi, prepara i panini e le borracce per il rifornimento ed io posso stare tranquilla in macchina prima della partenza. Sarebbe bello trovare una squadra, magari in Italia, e vivere proprio come ciclista, andando in ritiro con le compagne, allenandosi dietro macchina, avendo uno staff che prepara tutte le cose per te, e poi via, alle corse in furgone. Questo è un po' il mio piccolo sogno, ma anche quello delle mie compagne. Non avendo uno staff tecnico dobbiamo usare più energie per fare tutto, poi c'è il problema economico, che limita la nostra attività e per quest'anno non possiamo più permetterci trasferte. Per questo motivo sarà veramente dura essere presenti ai mondiali di Melbourne. Tutte le spese sono a nostro carico, dalle biciclette, alle trasferte, al mangiare. Ho mandato varie email a negozi sportivi per poter avere semplicemente dieci tute ma nessuno ha risposto alla nostra domanda."



Domandiamo a Maja perché ha scelto il ciclismo. "Ho sempre fatto molto sport, anch'io ho praticato triathlon e poco dopo ho incontrato alcune persone del mondo del ciclismo che mi hanno chiesto di entrare nella loro società sportiva, un club misto con masters, etc. Poi ho iniziato a fare corse, e mi è piaciuto sempre di più, mi piaceva soffrire, qualche volta vincere...ecco, ed un giorno vorrei magari riuscire ad entrare in qualche squadra, ad esempio in Italia, o Belgio. Ma so che questi sono solo sogni. Adesso cerchiamo di partecipare a più corse possibili, cerchiamo di migliorare, e chissà, magari una squadra italiana ci darà un'opportunità."

E' bello vedere Maja nella tappa finale di questo Giro del Trentino dare tutto allo sprint con una collega slovena per una posizione di rincalzo, nell' interpretazione più pura dello sport. Non ci resta che salutarle con un Forza Maja, Marina e le altre, Forza Croazia. Il loro desiderio più grande, che anche noi vorremmo vedere esaudito, è poter partecipare ad un Giro Donne o ad un Giro di Toscana.

A cura di Ambrogio Rizzi e Davide Ronconi

Il sito della federazione ciclistica croata





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